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  • Zimbabwe – Attese e speranze per l’inizio di una nuova fase
    Zimbabwe – Attese e speranze per l’inizio di una nuova fase

    (ANS – Hwange) – Martedì 14 novembre, verso le 4 del mattino, la polizia, l’esercito e la forza aeree dello Zimbabwe hanno occupato alcuni punti strategici della capitale, Harare, la sede della TV ed hanno sigillato la casa del Presidente. Più tardi hanno diretto un messaggio alla nazione sottolineando che non si tratta di un colpo di stato e hanno fatto promesse in chiave repubblicana. I Salesiani, presenti nel paese dal 1997, sono testimoni di quanto sta accadendo nel paese e raccontano che, per ora, “la gente è contenta, come se si togliesse un peso”.

    “I militari – racconta un Salesiano presente nel paese – hanno sottolineato di voler solamente ripulire l’entourage del Presidente. Li hanno chiamati ‘criminali’ perché non sono sensibili alle sofferenze della gente. Non faccio nomi. Anche se li sappiamo, però se è stato un colpo di stato o no in questo momento poco importa. Il fatto è che non c’è stato nessun morto, neanche un ferito”.

    A Bulawayo, la seconda città del paese, alcuni Salesiani in viaggio hanno trovato due posti di blocco, ma la situazione appare serena. “I militari sono stati molto gentili, si sono presentati dicendo il loro nome e hanno chiesto i documenti” prosegue il religioso. 

    La gente è serena e spera che il processo si definisca al più presto. I militari hanno promesso di fare un governo provvisorio in vista delle elezioni, che dovrebbero svolgersi a marzo. “Stiamo aspettando da un momento all’altro l’annuncio ufficiale su come sarà composto il nuovo governo provvisorio, chi lo guiderà e quanto tempo dovrà durare… Sabato c’è stata una manifestazione a Harare di sostegno alle Forze Armate” continua a raccontare il Salesiano.

    E intanto traccia già alcune conclusioni: “il processo è irreversibile e deve andare avanti. La gente è contenta di una cosa che doveva essere fatta prima e che si stava aspettando da molti anni. Fra due ore celebrerò la messa e pregherò e farò pregare affinché il Presidente accetti di ritirarsi in pace”.

    Il Superiore della Visitatoria “Maria Ausiliatrice” di Zambia-Malawi-Zimbabwe-Namibia (ZMB), don Krzysztof Rychcik, ricevute le informazioni dall’interno del paese, ha commentato: “la gente è piena di speranza e aspettative pacifiche che tutto andrà bene. Continuiamo a pregare per il nostro popolo sofferente dello Zimbabwe che merita la libertà, la pace e la prosperità economica”.

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    • Vaticano – Don Rossano Sala, SDB, nominato Segretario Speciale per il Sinodo sui giovani
      Vaticano – Don Rossano Sala, SDB, nominato Segretario Speciale per il Sinodo sui giovani

      (ANS – Città del Vaticano) – Il Santo Padre Francesco ha nominato un Relatore Generale e due Segretari Speciali per il Sinodo del 2018, dedicato ai giovani: si tratta del cardinale Sérgio Rocha, arcivescovo di Brasilia, e di padre Giacomo Costa, SJ, e don Rossano Sala, SDB. Le nomine sono avvenute al termine dell’incontro del Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, svoltosi nei giorni 16-17 novembre.

      Annunciando gli incarichi, la Segreteria Generale dei Sinodo dei Vescovi ha spiegato “che la nomina di due Segretari Speciali si conforma con l’articolo 14 §3 dell’Ordo Synodi Episcoporum” (cfr. canone 348 § 2 del C.I.C.)

      Il cardinale Sérgio Rocha è stato creato cardinale da Papa Francesco nel suo terzo concistoro, che si è tenuto il 19 novembre 2016. Padre Giacomo Costa, gesuita, è direttore dal 2010 della rivista “Aggiornamenti Sociali”, ed è considerato tra le persone consultate nella stesura dell’enciclica “Laudato Si’”.

      Don Rossano Sala è salesiano dal 1992 e sacerdote dal 2000. Ha svolto il suo servizio educativo-pastorale per quattro anni nell’opera salesiana di Bologna e per sei anni come Direttore e Preside nell’opera salesiana di Brescia. Licenziato in Sacra Teologia nel 2002, presso la Facoltà Teologica Interregionale di Milano, ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia nel 2012 presso la medesima Facoltà.

      Ha insegnato “Teologia fondamentale” presso lo Studentato Teologico salesiano di Torino-Crocetta. Dal 2011 fa parte della comunità accademica dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e nel 2016 è stato nominato Direttore della rivista “Note di Pastorale Giovanile”.

      “Quest’incarico di Segretario Speciale è un segno di fiducia nei confronti della Famiglia Salesiana – ha commentato don Sala ad ANS –. È un incarico che viene dal Santo Padre per essere di aiuto e sostegno nella preparazione del Sinodo e soprattutto per accompagnare da vicino il cardinale Rocha”.

      “Sono molto grato per la fiducia mostratami dal Santo Padre, come Salesiano e soprattutto come rappresentante della Famiglia Salesiana che lavora con i giovani – ha sottolineato –. Siamo una grande famiglia che ha una pratica educativa pastorale con i giovani, un modo di stare con i giovani e uno stile per accompagnarli. Questa per me è una grande responsabilità e vi chiedo di accompagnarmi con le preghiere. Come Figli di Don Bosco, dobbiamo essere fedeli al nostro fondatore quando si tratta di un incarico che viene dal Santo Padre”.

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      • Angola – Il Rettor Maggiore in visita a Benguela e a Luanda
        Angola – Il Rettor Maggiore in visita a Benguela e a Luanda

        (ANS – Luanda) – Arrivato al mattino di venerdì 17 novembre a Benguela, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha trascorso gli ultimi tre giorni portando il suo incoraggiamento, come Successore di Don Bosco, ai giovani e alla Famiglia Salesiana presenti in Angola.

        Accompagnato dal suo Segretario, don Horacio López, e dal Superiore dei Salesiani in Angola, don Víctor Sequeira, il X Successore di Don Bosco è stato ricevuto all’aeroporto dai ragazzi e dalla banda giovanile dell’opera di “Nostra Signora dei Naviganti”; quindi è stato scortato fino all’opera, dove si è radunato con i Salesiani e con la Famiglia Salesiana, per i quali ha presieduto l’Eucaristia.

        Il giorno successivo, 18 novembre, Don Á.F. Artime ha raggiunto la capitale dell’Angola, Luanda, non prima di aver celebrato la messa, ancora nell’opera di Benguela, nella quale ha accolto la promessa di una Salesiana Cooperatrice.

        La prima tappa a Luanda è stata l’opera di Palanca, nella quale c’erano ad attendere il Rettor Maggiore oltre mille giovani di tutte le presenze salesiane nel paese, che da tempo avevano predisposto per l’occasione un ricco programma di accoglienza. Dopo aver dialogato paternamente con loro, il X Successore di Don Bosco ha concluso la giornata recandosi in visita presso la comunità ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Angola.

        La mattinata di domenica 19 è stata contrassegnata da due diversi momenti: dapprima ha avuto luogo la solenne Eucaristia presieduta dal Rettor Maggiore presso la comunità salesiana di “São José de Nazaré”, concelebrata anche da don Sequeira e da numerosi altri Salesiani sacerdoti, alla presenza di oltre 5000 fedeli, tra cui molti rappresentanti della Famiglia Salesiana locale; successivamente si è realizzato l’emozionante incontro tra Don Á.F. Artime e i 40 bambini in stato di vulnerabilità sociale accolti presso l’istituto salesiano “Mama Margarida”.

        Il Rettor Maggiore ha parlato con grande amichevolezza e affetto sia con i bambini, sia con i loro educatori. Quindi, ha ascoltato con piacere la poesia recitata da un bambino ospite del centro, ispirata alla sua stessa vita di bambino a rischio; e ha accolto con grande piacere la statuina di un pescatore donatagli da un altro bambino, a dimostrazione delle competenze da questi apprese presso la casa salesiana.

        Nel pomeriggio, infine, il X Successore di Don Bosco ha avuto un nuovo incontro con i rappresentanti della Famiglia Salesiana locale.

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        • Benin – Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In aiuto alle “vidomegon”
          Benin – Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In aiuto alle “vidomegon”

          (ANS – Cotonou) – Si chiamano “vidomegon” e sono il retaggio di un’usanza coloniale. Anticamente erano bambine affidate dalle famiglie delle zone rurali ad un tutore, allo scopo di garantirne una migliore educazione e formazione. Ora sono piccole schiave. Vengono vendute dalle poverissime famiglie d’origine e impiegate come manodopera a basso costo. Nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che si celebra oggi, 20 novembre, tutta la Famiglia Salesiana s’impegna a ricordare che c’è ancora tanto lavoro da fare perché i diritti dei minori siano effettivamente tutelati e rispettati.

          Le vidomegon sono vittime di violenze psicologiche e fisiche di ogni genere, vivono la loro infanzia lavorando come domestiche e cuoche presso case private e soprattutto vendendo e trasportando merci di vario genere nei mercati. È proprio lì che le vidomegon passano la loro vita, lavorando di giorno e dormendo di notte sotto i banchi, nella promiscuità più totale, sfruttate e molestate.

          Le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) sono attive dal 2001 nel mercato “Dantokpa” di Cotonou, in Benin, il più grande di tutta l’Africa. Ormai rappresentano un punto di riferimento fondamentale nella lotta per il rispetto dei diritti dei minori nel paese. Le loro azioni sono mirate alla reintegrazione delle vidomegon nella società e nella famiglia d’origine e il primo passo di questo lungo percorso avviene proprio al mercato, nella “Baracca Vidomegon” – uno spazio di accoglienza, in cui le bambine lavoratrici possono riposarsi, chiedere aiuto, trovare un momento di spensieratezza attraverso la partecipazione ad attività ricreative.

          Ora le suore intendono dare forma ad un altro luogo di primo intervento nei pressi di Dantokpa: un dormitorio in grado di ospitare durante la notte 70 ragazze.

          Il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio presso la “Maison de l’Esperance”, un centro di formazione rivolto alle ragazzine che hanno già iniziato a cambiare vita. L’obiettivo principale dell’iniziativa è garantire alle piccole un luogo in cui poter dormire in totale sicurezza, ma anche attività di sensibilizzazione e sostegno. Infatti, oltre ad avere un materasso comodo a disposizione, le ragazze saranno seguite da uno psicologo e da un’assistente che le aiuteranno ad elaborare i traumi che hanno subito e soprattutto ad aprirsi al futuro per diventare panettiere, cuoche, pasticcere…

          In questo percorso di crescita e reinserimento sociale fondamentale è il ruolo delle ragazze che già frequentano la Maison de l’Espérance, e che si sono lasciate alle spalle un passato da schiave: sono chiamate a sostenere e ad accompagnare le nuove ragazzine che saranno accolte presso il dormitorio, in un circolo virtuoso di crescita ed emancipazione.

          Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di “Missioni Don Bosco”.

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          • Vaticano – “Condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda”. La I Giornata Mondiale dei Poveri
            Vaticano – “Condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda”. La I Giornata Mondiale dei Poveri

            (ANS – Città del Vaticano) – Dicono niente i nomi Burundi, Sudan del Sud, Uganda, Togo, Afghanistan, Guinea, Liberia, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Gambia? Sono i dieci paesi più poveri del mondo. E titoli come “circa 20 milioni di persone potrebbero morire di fame” o “Lanciato un allarme carestia in Somalia”? Papa Francesco ha proclamato la Prima Giornata mondiale dei Poveri perché come cristiani possiamo mantenere viva e costante la preoccupazione per i poveri.

            “Ho voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi” ha scritto il Pontefice nel messaggio inviato per l’occasione.

            “Nonostante i grandi progressi nella lotta alla povertà, resi possibili dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico, le disuguaglianza è aumentata notevolmente in tutto il mondo” ha affermato Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU. La povertà oggi è determinata dai conflitti militari che dilagano nel mondo, dai danni procurati al creato, dall’insicurezza alimentare e dalla scarsità d’acqua, tutti fattori che mettono in serio pericolo il progresso dell’intera umanità.

            Chi crede non può limitarsi a constatare la realtà dei poveri, ma deve preoccuparsi per loro perché la fede “se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta”.

            Nel suo messaggio il Papa porta l’esempio di san Francesco d’Assisi, che “non si accontentò di abbracciare e dare l’elemosina ai lebbrosi, ma decise di andare a Gubbio per stare insieme con loro (…) Questa testimonianza mostra il potere trasformante della carità e lo stile di vita del cristiani”.

            “Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza” prosegue il Papa. Tali esperienze “dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita”.

            Questa Prima Giornata Mondiale dei Poveri è un appello rivolto a tutti “tendere la mano ai poveri; come ha fatto lo stesso Santo Padre ieri, 16 novembre, quando si è recato in visita presso il presidio medico allestito in questi giorni in Piazza San Pietro: un luogo in cui la carità si fa realtà.

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